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Boston,
31 maggio 2006
A
tutti i destinatari in indirizzo
Finalmente
possiamo brindare al nuovo Circolo Culturale Italiano.
Non
ha ancora un nome, ma è nato e non è poco.
Ieri
sera, 30 maggio 2006, in Boston si è tenuta la riunione dei soci
“fondatori”.
Nel
corso della riunione si è stabilito che ciascun interessato, attraverso le
e.mail faccia una proposta circa il nome da dare al Circolo, successivamente
tra quelli suggeriti verrà scelto a maggioranza quello definitivo.
Ovviamente
il nome dovrà essere indicatore dell’impegno culturale-politico e dei
conseguenti orientamenti del circolo.
A
questo proposito è importante sottolineare che, come evidenziato nel corso
del dibattito, poichè è nostra convinzione che le idee e le creazioni
intellettuali possano vivere e svilupparsi solo in un clima di libertà, di
democrazia, di uguaglianza, di giustizia e certezza del diritto, che ne
consenta la libera espressione, circolazione e confronto, uno dei principali
compiti del circolo sarà quello di garantire e preservare l’esistenza di
tale clima e conseguentemente vigilare e operare perchè questo venga
mantenuto.
Questo
scopo non potrebbe essere perseguito senza un certo coinvolgimento degli
aderenti nella vita politica, sia del Paese di origine che di quello che li
ospita.
Coinvolgimento
che ci dovrà vedere impegnati nell’esternare il nostro parere, le nostre
opinioni e posizioni ogni qualvolta le circostanze lo richiedano, sí da
svolgere, col nostro pur modesto
apporto, la funzione di “guida”, storicamente affidata agli intellettuali.
Ragionamento
che ci ha visto tutti concordi nel ravvisare nell’area definibile
democratico- progressista (per ora rappresentata in Italia dall’Unione) i
nostri valori di riferimento e in tale visione è stato stilato l’allegato
“manifesto”.
Un
primo impegno sarà la partecipazione alle manifestazioni per il 60º
anniversario della Proclamazione della Repubblica Italiana.
Il
secondo, forse più impegnativo e, per ragioni di principio, coinvolgente è
un pronunciamento pubblico collettivo (sulla stampa ad es.) a favore del NO al
referendum costituzionale e l’ovvio impegno a sostenerne ovunque le ragioni
(e non importa se molti non possono votare, libertà è partecipazione).
Giovanni
e Massimo si sono impegnati a preparare nel giro di pochi giorni un blog sul
quale noi tutti potremo incontrarci e corrispondere (questo almeno per il
momento).
Molte
altre proposte culturali sono state lanciate e verranno maturando,
progressivamente, con l’apporto di tutti coloro che vorranno.
Erano
presenti alla seduta, in
ordine alfabetico: Andrea Ballabeni, Giovanna Cornelli, Cecilia Cotta
Ramusino, Luisa Distefano, Francesca Fava, Andrea Grignolio, Pasquale Luise,
Massimo Merighi, Emilio Parisini, Maurizio Tognetti, Alessandro Torza,
Giovanni Zambotti, Raffaella Zamponi.
Hanno
inviato delega di partecipazione,: Nives Dal Bo Wheeler, Federica Del
Monte, Augusto Ferraiuolo, Giulia Fulci, Serena Landini, Paola Massari, Marco
Mazzone.
Tutti
i suddetti saranno considerati a tutti gli effetti i “soci fondatori”.
Il
coordinatore
Maurizio
Tognetti
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